Le tecniche di comunicazione di Nethanyahu verso l’Iran
Non ce ne stiamo rendendo conto, ma la comunicazione del primo ministro isrealiano Benjamin Netanyahu è sempre più scientifica.
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Gesti batonici e gesti simmetrici che ricorrono dall’alto verso il basso, e denotano una grande cura per il linguaggio non verbale.
Non ci sono gesti di autocontatto prolungato con le mani, a evidenziare un buon controllo dello stress. Lo sguardo non si disperde, ma resta rivolto correttamente verso la telecamera per tutto il tempo.
“I want to address you, the people of Iran. I want to do so directly, without filters, without middlemen.”
Benjamin Netanyahu sceglie di disintermediare la comunicazione. Non parla al pubblico generale, ma si rivolge espressamente agli iraniani. Usa frasi brevi, con 12,21 parole per frase, che in linguistica computazionale rappresentano un valore ottimale per la comprensibilità del messaggio.
Per finire, quella che ho chiamato “La tecnica della verità dell’oggetto“.
Netanyahu porta fisicamente all’ONU cartine geografiche, presumibilmente su pannelli di Forex. Cerca di sovrapporre così il valore di verità dell’oggetto, col valore di verità delle sue affermazioni.
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Dott. Patrick Facciolo
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