Uscite le motivazioni della sentenza sulla mediazione civile
Cari amici di Parlarealmicrofono.it,
dal 6 dicembre, dopo che è stato depositato il testo integrale della sentenza della Consulta, lo scenario sul mondo della mediazione civile e commerciale sembra più chiaro. Tale sentenza ha dichiarato l’illegittimità dell’art. 5, comma 1, del D.Lgs. 28/2010, nella parte in cui prevede, con riferimento a molteplici categorie di controversie, l’obbligatorietà del tentativo di mediazione o conciliazione. Dunque, la mediazione torna ad essere, nuovamente, solo volontaria.
Va tuttavia precisato che la Corte ha esaminato solo il profilo relativo al vizio formale dell’eccesso di delega. Ogni altra censura è stata quindi assorbita dalla Corte. Resta così margine per il Parlamento (se vorrà) di intervenire per sanare il vizio formale e reintrodurre l’obbligatorietà. La Corte è arrivata alla decisione finale prendendo a riferimento, da un lato le normative europee e dall’altro l’eccesso nei confronti della legge delega. Sul primo punto la sentenza afferma che “la disciplina dell’UE si rivela neutrale in ordine alla scelta del modello di mediazione da adottare, la quale resta demandata ai singoli Stati membri, purché sia garantito il diritto di adire i giudici competenti per la definizione giudiziaria delle controversie“.
Quale sarà il futuro dei mediatori?
La legge, di per sé, lascia al cittadino la possibilità di usufruire della mediazione. Pertanto, i cittadini e i mediatori resteranno i veri protagonisti, questa volta solo volontari, dei tentativi di conciliazione.
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