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Il discorso di Joe Biden alla convention democratica: analisi del linguaggio verbale e non verbale

Il discorso di Joe Biden alla convention democratica: analisi del linguaggio verbale e non verbale

Poche ore fa si è concluso il discorso del candidato democratico alla Presidenza degli Stati Uniti d’America Joe Biden, durante la convention del partito democratico a Milwaukee.

Il linguaggio verbale: le parole che ha usato Biden

Cominciamo dall’analisi del linguaggio verbale, dalle parole che ha usato: quello di Joe Biden è stato un discorso che potremmo definire come “sulle montagne russe”, un continuo alternarsi di immagini negative e poi positive.

Ha alternato le parole “darkness” (oscurità), la formula “no miracle is coming” (non sta arrivando nessun miracolo),“I’m not looking to punish anyone” (non sto cercando di punire nessuno), a delle immagini positive “decency” (decenza), “compassion” (compassione), “I’ll protect America” (proteggerò l’america), “find the light once more” (trovare ancora una volta la luce).

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Perché Obama non cita più Trump nei suoi discorsi

Perché Obama non cita più Trump nei suoi discorsi

Negli ultimi tempi Barack Obama non cita più Donald Trump nei suoi discorsi in pubblico. Anziché pronunciare il suo nome, se la prende genericamente con il “Governo federale”.

Qual è la motivazione? Perché certe volte i politici smettono di citare i loro avversari nei propri discorsi?

Per non alimentare continuamente negli ascoltatori l’immagine mentale dell’avversario. Se dico il nome di Trump lo evoco direttamente, e il mio ascoltatore ne immagina la faccia. Dandogli più notorietà ogni volta che lo nomino.

Un tentativo che aveva fatto, a modo suo, anche Walter Veltroni nel 2008.

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Il linguaggio e la leadership di Giuseppe Conte

Il linguaggio e la leadership di Giuseppe Conte

Gli ultimi sondaggi gli danno il 63% di gradimento, eppure la sua coalizione, se si votasse oggi, supererebbe di poco il 40%. La sua comunicazione a tratti è inefficace, fa uso frequente di metafore di difficile decodifica (tra “cabine di regia”, “favore delle tenebre” e “stati generali”), e usa molte negazioni, evocando scenari opposti a quelli che vorrebbe comunicare (“non aumenteremo le tasse”, “non mi sento accerchiato”, “non sono alla ricerca di altre maggioranze”).

Insomma, Giuseppe Conte è l’esempio che il linguaggio conta, ma fino a un certo punto. È la dimostrazione che comunicare attraverso le parole è solo una parte della dinamica del consenso.

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Parlare in pubblico: come comunica Giorgia Meloni

Parlare in pubblico: come comunica Giorgia Meloni

La settimana scorsa, il 19 ottobre, si è svolta a Roma in Piazza San Giovanni la manifestazione della Lega, a cui hanno partecipato i leader del centrodestra, tra cui Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia.

Diversi quotidiani hanno sottolineato un passaggio del suo discorso, relativo alla proposta di limitare per legge l’utilizzo del contante:

«Adesso hanno messo il tetto al contante, e dobbiamo pagare col bancomat. Fra un po’ andremo al bancomat a prelevare i nostri soldi, e il bancomat ci chiederà: “Perché vuoi 100 Euro, che ci devi fare?”. Ma fatti gli affari tuoi “che ci devo fare”, sono soldi miei, guardone!»

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